Area Riservata

Antica Sartoria SRL

38

Clienti in Italia

44,3

Clienti CEE (Comunità Economica Europea)

18,2

Clienti extra CEE

Il Nostro Staff

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Riccardo Ruggiti

il Boss

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Pippo

l'anima

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Giacomo Cinque

Lo Stilista


Questo piccolo monastero arroccato a picco sulla baia di Positano era già residenza vescovile. Poi nel 1716, periodo barocco, fu decorato con quanto di meglio si era trovato nel mondo, visto che a Positano si trafficava con il vicino Medio Oriente, portando via mare oltre alle spezie, sete e legni preziosi tanto ricercati in Occidente. Le porte laccate, i soffitti dipinti, le decorazioni di stucco e i vecchi merletti, tutto realizzato dalle maestrie dell’epoca. Anche se Positano ha attraversato periodi di stenti e miserie, nonostante ciò Palazzo Santa Croce non fu mai abbandonato e viveva un suo lusso. Poi dagli inizi del Novecento, anche durante le guerre, ogni tanto capitava qualche turista per sbaglio, rimanendo folgorato dalla bellezza del posto. Fu così che Positano diveniva man mano alcova di artisti e molti personaggi che si innamoravano del paese. Fu così anche per Edward Ghillausen esponente della Bauhaus, il movimento artistico filosofico soppresso per motivi politici che ben conosciamo.

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Ghillausen e la signora Vivaldi fino al 2000 ormai quasi centenari, impregnarono le mura di questa dimora con la loro cultura. Ghillausen divenne uno degli uomini più illustri del paese. Frequentava il napoletano Caprile, il tedesco Richard Oelze, Picasso, Carrà, Siegfried Kracauer, John Steinbeck, Corrado Alvaro, Dino Buzzati, Alberto Moravia, per non parlare poi di quel gruppo di profughi tedeschi che dal 1939 al 1945 si rifugiarono qui per sfuggire alla tirannide nazista, come lo scrittore Stefan Andres al quale gli è stata dedicata la strada che conduce al Palazzo.
Anche Armin Wegner, Martin Wolf, e il pittore russo Ivan Zagaruiko erano tutti suoi amici.

Villa San Giacomo, imponente edificio costruito nel 1741. Nel quartiere più antico di Positano, Liparlati, poco distante dalla chiesa di S. Giacomo. Nel 700 su antiche rovine romane furono costruite alcune ville di rilevante importanza, a nord del villaggio con vista panoramica sulla baia, la costa d’Amalfi e Capri. Esposte al sole, fanno evincere la committenza dei ricchi proprietari di velieri che all’epoca trasportavano i prodotti nel Mediterraneo e desideravano far mostra della loro affermazione nella società con, dipinti, stucchi, pavimenti maiolicati, affreschi, tutti eseguiti da maestranze locali. Molte di queste magnifiche case a causa della forte emigrazione verso le Americhe e delle conseguenze dovute ai cambiamenti geopolitici agli inizi del 900 furono abbandonate e successivamente con l’esplosione dell’industria turistica trasformate per rispondere alle esigenze dello sfruttamento economico non tenendo conto del loro valore storico.

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Tuttavia, grazie a soggetti dotati di maggior conoscenza e sensibilità, ancora oggi sono giunti a noi in uno stato di conservazione esemplare, alcuni edifici dal lontano 700. Tra loro si distinguono per particolare pregio il famoso Palazzo Santa Croce e la Villa San Giacomo comunicanti tra di loro grazie ad un percorso di 100 metri che attraversa il meraviglioso giardino che le separa. Oggi Villa San Giacomo offre ai fortunati clienti 8 posti letto con ben 4 doppie nel primo piano e 4 doppie nel secondo. Villa San Giacomo dispone per i clienti di ben 300 metri di terrazzi con colonnato, reso celebre Villa San Giacomo nei dipinti settecenteschi napoletani presenti nei maggiori musei mondiali, che conservano lo scenario immutato nel tempo ma vissuto, e con lo sfondo la famosa cartolina di Positano.

Rocca dei Trinci mura che immette l’ospite su di un viale centrale che da la possibilità di raggiungere la chiesa, il presidio e tramite una scala ad esso collegata, la terrazza che da accesso alla torre. La chiesa ha riassunto, grazie al restauro, il suo aspetto originario, distaccando intonaci posticci dalle pareti, che hanno riportato alla luce, oltre che alle bellissime volte con conci selezionati, anche parte di una crocifissione di epoca trecentesca in corso di restauro. Il presidio, è costituito da due livelli messi in collegamento da una scala interna: il piano terra, con camera per portatori d’handicap accessibile da una diramazione del vialetto centrale, percorribile senza barriere architettoniche e il piano primo che ospita la cucina. La camera, caratterizzata dall’alto soffitto con travi in legno, è arredata con un’antica panca da parata, decorata con elementi vegetali tipici del periodo barocco, con uno stipo/armadio realizzato con legno di noce e quercia di notevole spessore.

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La cucina può svolgere, nel periodo Rocca dei Trinci invernale, anche la funzione di sala da pranzo, grazie alle sue notevoli dimensioni, caratterizzata dalle collezioni di utensili da cucina in rame e in ceramica, esposti alle pareti che ricreano una calda atmosfera. Uscendo dalla cucina, si accede alla terrazza arredata con orci in terracotta, seggiole e tavoli da esterno, utili per godere della frescura tipica del periodo estivo
Rocca dei Trinci durante le ore serali e utilizzabile come solarium durante il giorno. Da una scala in legno, si accede alla porta della torre che per motivi difensivi è di ridottissime dimensioni e realizzata con conci di pietra finemente lavorati che ne evidenziano l’epoca di costruzione. L’ambiente a cui si accede è dominato dal camino monumentale affiancato a destra e a sinistra da una coppia di panche da chiesa di fine ‘600. Da questo ambiente, scendendo una scala in legno, si accede ad una sala relax dotata di postazione internet, tv, telefono, stereo, arredata con divani e poltrone idonea per leggere, rilassarsi e stare insieme, visto il grande numero di posti a sedere.